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    L'Iraq è un campo di battaglia: 60 morti a Baghdad, 59 a Mosoul

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    Il conflitto interconfessionale trascina l’Iraq nella guerra civile. Raffica di attentati con 6 autombomba e un bilancio di almeno 60 vittime a Baghdad, mentre a Mosul, 59 persone sono rimaste uccise negli scontri tra forze di sicurezza e miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

    Gli attentati di Baghdad hanno preso di mira i quartieri sciiti della capitale.

    “Un uomo ha parcheggiato qui una vettura e poi è corso via. Dieci minuti più tardi l’auto è esplosa – ricorda Hussein Taqi, un testimone – Tutti i negozi erano chiusi, ma c’erano quattro ragazzi che raccoglievano lattine dalla spazzatura. Sono tutti morti, così come anche un bambino e un adulto i cui resti sono ancora qui”.

    Nel nord del paese, l’offensiva lanciata dai gruppi jihadisti a Mosul e la risposta dell’esercito hanno provocato la morte di almeno 100 persone in 48 ore.

    Dall’inizio dell’anno sono 4.300 le vittime delle violenze, di cui oltre 900 nel solo mese di maggio. Gli scontri interconfessionali in Iraq hanno raggiunto un’intensità paragonabile al 2008, anno in cui si rischiò una guerra civile fra sciiti e sunniti.