D-Day, il grandioso porto artificiale di Arromanche

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Sulla spiaggia di Arromanches ci sono le vestigia del porto artificiale costruito per lo sbarco in Normandia. L’idea è stata di Winston Churchill: se i porti, necessari per l’invasione, non potevano essere presi, bisognava costruirli, ha pensato il premier britannico. I vari componenti sono stati fabbricati in Gran Bretagna: i 115 frangiflutti Phoenix, rimorchiati per 175 km, e montati di fronte alla costa, ha costituito un porto fatto di strade galleggianti e piattaforme di scarico.

Frédéric Sommier, Direttore museo di Arromanche:

“Tutti i porti principali, erano stati conquistati ed erano controllati dai tedeschi, quindi bisognava trovare una soluzione per sbarcare tutti i mezzi e Churchill ha avuto questa idea fantastica di creare un porto in Gran Bretagna, trasportarlo attarverso la Manica e di posizionarlo qui”.

Arromanches è stata liberata il 6 giugno e dal giorno seguente le prime imbarcazioni sono state affondate per costruire il porto. L’8 è stata la volta dei frangiflutti Phoenix e il 14 è cominciato lo sbarco dei mezzi.

Frédéric Sommier:

“La base per la creazione del porto artificiale sono state le navi mercantili affondate, così da creare un frangiflutti artificiale prima di portare i primi elementi del porto”.

Completamente operativo dall’inizio del mese di luglio, il porto artificiale di Arromanches sarà determinante per la grande offensiva del generale Montgomery a metà luglio su Caen.

Frédéric Sommier:

“Tutti gli elementi in cemento, anche quelli da 6000 tonnellate, galleggiavano. All’interno di questo porto c’erano delle piattaforme di scarico per le navi e sulla base di queste hanno costruito delle passerelle galleggianti che arrivavano fino alla spiaggia, una di queste è proprio qui dietro il museo”.

Situato di fronte alla spiaggia, il museo di Arromanche è il più importante tra quelli dedicati allo sbarco. Modellini, plastici, riscotruzioni e video aiutano a comprendere nella sua completezza la grandiosità della costruzione del porto artificiale.

Le tempeste, le maree le intemperie hanno demolito le tracce ancora visibili del D-Day: i resti del colossale porto Mulberry, la costruzione artificiale divenuta la testa di ponte che per dei mesi ha permesso l’arrivo di rinforzi, munizioni e medicine per far fronte alla resistenza tedesca.

Laurence Alexandrowicz, euronews: “Il porto artificiale era una costruzione gigantesca, 500 ettari pari a 714 campi da calcio. Per una settimana, sono state scaricate oltre 18.000 tonnellate di merci tutti i giorni”.

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