Siria al voto, "l'uomo della sicurezza" Assad verso la vittoria

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Damasco, (askanews) - La Siria in guerra va al voto. Bashar al Assad avanza a lunghi passi verso la vittoria, che gli permetterà di restare presidente di un Paese devastato da tre anni da un conflitto civile che ha provocato 162mila morti. Si vota nelle zone in mano al regime e Assad si presenta forte delle recenti vittorie militari: ha riconquistato la città vecchia di Homs e liberato la prigione di Aleppo.
"Ha indetto le elezioni perchè il secondo mandato sta per scadere e vuole dire al mondo che lui è il presidente legittimo e che se il mondo vuole la fine della crisi deve fare affidamento su di lui" spiega Hilal Khashan, professore di scienze politiche all'Università di Beirut.
L'opposizione al regime boicotta un voto definito "farsa", perchè esclude di fatto ogni candidatura alternativa, ma si presenta divisa e debole. "Il conflitto prolungato e il fallimento dell'opposizione, che non è riuscita a rimuovere Assad, ha portato molti siriani, che all'inizio sostenevano la rivolta, a ripensarci e mettere la sicurezza e non la democrazia come priorità. Dunque ha un grande sostegno, anche perchè il 40% della popolazione è composta da minoranze".
Assad viene percepito come argine ai gruppi islamici radicali: il partito Baas, al potere da 50 anni, lo definisce un presidente "che affronta la guerra e resta al fianco del popolo". Le strade della capitale Damasco sono tappezzate di manifesti e immagini del presidente, in abiti civili o in divisa con medaglie al petto. I suoi due avversari, Maher al-Hajjar e Hassan al-Nouri, compaiono molto raramente e sempre al di sotto dell'immagine del presidente in carica.
(immagini Afp)

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