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    Imprese italiane puntano su Africa, Mozambico la nuova frontiera

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    askanews

    per askanews

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    Maputo (askanews) - La missione è finita, gli affari arriveranno. Ne sono convinti gli imprenditori che hanno partecipato alla 34esima missione di sistema in Mozambico, promossa dal governo italiano con Confindustria e Abi. Una tre giorni nella capitale Maputo, dal 19 al 21 maggio, in cui banche e imprese hanno sondato le opportunità di business che possono aprirsi in questo paese.
    Il forum istituzionale, i seminari, i 400 incontri bilaterali tra le imprese hanno avuto un'ampia partecipazione, segno di un forte interesse verso gli investitori italiani. Certo non sarà facile affrontare la concorrenza di altri paesi, a partire dalla Cina e dal vicino Sudafrica. Ma per Paolo Zegna, presidente del comitato tecnico per l'internazionalizzazione di Confindustria, la competizione non spaventa.
    Ci crede fortemente anche il governo, che ha scommesso su questa missione, la piu importante finora nell'Africa subsahariana. E nei rapporti con il Mozambico l'Italia può valorizzare un legame storico-politico importante, perchè la mediazione italiana ha favorito l'accordo di pace del 1992, che ha chiuso una lunga e disastrosa guerra civile.
    L'obiettivo è fare del Mozambico un hub della presenza italiana nell'Africa australe, una base per rafforzarsi anche nei promettenti mercati vicini, dall'Angola al Sudafrica.
    Circa 90 imprese italiane sono già attive nel paese, con esperienze importanti anche per le cooperative. E anche le banche ora vedono potenzialità di crescita in questo mercato.
    Al momento l'Italia in Mozambico significa soprattutto Eni, con i maxigiacimenti di gas che cominceranno a essere sfruttati nei prossimi anni.
    Lo sviluppo dovrà essere accompagnato da infrastrutture e trasporti, oggi ancora molto carenti. E poi ci sono le costruzioni, le energie rinnovabili, il turismo e la sanità. Ma soprattutto c'è l'agroindustria, che può trovare spazi importanti in un paese in cui il settore manifatturiero è poco sviluppato.
    Il Mozambico ha una buona stabilità politica, bassa criminalità e un'economia che cresce dell'8% all'anno, trainata da carbone, minerali e nuove infrastrutture. È ancora però un paese con tanti problemi, dalla povertà diffusa all'Aids che colpisce circa il 10% della popolazione.
    Il viceministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è ottimista e dall'anno scorso è impegnato in prima persona nel sostenere le relazioni economiche con il Mozambico.
    Sembrano esserci quindi le premesse per capitalizzare il lavoro fatto finora. Per molte imprese italiane il Mozambico potrebbe essere una grande occasione per crescere all'estero e conquistare via via un mercato, l'Africa subsahariana, destinato a crescere a velocità accelerata rispetto al resto del mondo.