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    Ucraina: tensione in vista dei referendum promossi dai filorussi

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    askanews

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    Kiev (askanews) - Tutto è pronto per il contestato referendum indipendentista nelle due province orientali dell'Ucraina, Donetsk e Lugansk. Il voto potrebbe dare vita alla creazione di una Repubblica popolare filorussa, preludio a una successiva annessione alla Russia, come avvenuto in Crimea.
    Kiev, spalleggiata dalla Francia e dalla Germania, considera illegittimo il voto. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande in una dichiarazione
    congiunta durante un incontro informale nel nord della Germania hanno affermato che "i referendum in programma in diverse città nell'est dell'Ucraina sono illegali".
    Ma gli indipendentisti intendono andare avanti, nonostante l'invito del presidente russo Vladimir Putin a posticipare il voto.
    "La stragrande maggioranza della popolazione voterà sì, proclama Vyacheslav Ponomaryov, autoproclamato sindaco di Slavyansk. Ne sono sicuro perché parlo di continuo con i cittadini che ci appoggiano e vogliono un futuro migliore".
    Parole che sembrano confermate dalla manifestazioni di piazza, ferocemente contro Kiev e apertamente filorusse.
    Segno della tensione montante, il sequestro lampo di alcuni operatori della Croce rossa arrestati a Donetsk dai filorussi con il sospetto che fossero spie. Poche ore dopo sono stati liberati. Ma i violenti combattimenti dei giorni scorsi tra esercito ucraino e milizie filorusse lasciano capire che il fuoco cova sotto la cenere.
    Anche perché le regioni di Donetsk e di Lugansk registrano un totale di 7 milioni e 300mila abitanti sui 45 milioni e mezzo del totale complessivo censito in Ucraina.
    (Immagini Afp)