Sloviansk: assedi e nuovi scontri non fermano la macchina del referendum

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La tregua è durata poco a Sloviansk, nell’est dell’Ucraina, dove si sono registrati nuovi scontri la scorsa notte, con colpi di arma da fuoco tra soldati di Kiev e filorussi. La città è ancora in mano dei separatisti che presidiano le barricate dove è in moto la macchina del referendum. Assedi e scontri non fermeranno la consultazione indetta per l’indipendenza della regione ucraina del Donetsk l’11 maggio. Tra i manifestanti serpeggia il risentimento contro Kiev.

‘‘È terribile che le persone combattano tra di loro. Neanche Hitler è arrivato al punto di inviare le truppe contro il suo stesso popolo. Non riesco a trovare le parole per descrivere quello che stanno facendo le autorità di kiev. Noi siamo con la Russia e vogliamo restare con la Russia’‘: dice una donna.

“Voglio che tutto questo finisca il prima possibile’‘ , dice un altro residente. ‘‘Non voglio nessuna guerra. E le autorità ucraine devono fare qualcosa perché siamo tutti stanchi.”

L’esercito ucraino, che circonda la città di Sloviansk, sta intensificando la sua operazione mentre è sempre più a rischio l’approvvigionamento alimentare. La paura maggiore di Kiev è che l’imminente referendum, anche se illegittimo, produca uno scenario simile a quello della Crimea.

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