Israele, paese fermo nel ricordo della Shoha. Netanyahu: "Nessun dialogo con i palestinesi"

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Israele si è fermato per ricordare le vittime della Shoah. L’Olocausto, nei giorni scorsi, è stato definito, dal presidente dell’Autorità nazionale palestinese, “il più odioso dei crimini contro l’umanità”, nei tempi moderni. L’apertura non ha ammorbidito i toni del premier Benjamin Netanyahu, che ha chiuso le porte al dialogo puntando il dito contro l’alleanza con Hamas:

“Considero questa dichiarazione, un tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica americana e mondiale, dal fatto che hanno compiuto gravi passi indietro nel processo di pace. Perché hanno sposato le posizioni di Hamas che si batte per lo sterminio degli ebrei, per la distruzione di Israele e ogni giorno agisce contro la pace”.

Ogni 28 aprile alle 10 in punto del mattino, il Paese fa risuonare le sirene che rievocano lo sterminio di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti in Europa.

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