Giappone, ripresa la caccia alle balene dopo la sentenza dell'Aja. Il governo: ha fini scientifici, cerchiamo tracce radioattive

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Madoka (TMNews) - Il Giappone ha ripreso la caccia alle balene per la prima volta dopo la sentenza del tribunale internazionale dell'Aja che, a fine marzo 2014, ha vietato questa attività nei mari dell'Antartide.Quattro baleniere - le vediamo nelle immagini - sono salpate dal villaggio di pescatori di Madoka, per catturare un tipo di balena non interessato dalla sentenza della corte dell'Aja, in un numero massimo di 51 esemplari, pari al 15% in meno dei 60 normalmente catturati."Quando la pesca delle balene è stata vietata - dice questo commerciante - la popolazione del villaggio è letteralmente crollata. Al momento la pesca scientifica è concessa due volte l'anno, se non ci fosse nemmeno quella non so cosa sarebbe di noi"."La gente può dire quello che vuole - aggiunge questo giovane pescatore - ma vorremmo solo che comprendessero le nostre ragioni. La caccia alle balene è il lavoro più bello del mondo".Il governo giapponese continua a sostenere che la controversa pesca avviene per fini scientifici, anche se la Corte dell'Aja di scientifico nell'attività non ha trovato alcunché. Sta di fatto che la caccia alle balene resta una delle principali fonti di sostentamento per le popolazioni di pescatori dei villaggi costieri nipponici e la carne di balena è particolarmente apprezzata dai gourmet locali.Questa prima fase della pesca durerà fino all'11 giugno 2014 e l'agenzia per la pesca giapponese analizzerà le balene pescate per verificare eventuali contaminazioni radioattive dopo il disastro nucleare di Fukushima.(Immagini Afp)

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