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    99 anni da genocidio armeno, ma Turchia non lo riconosce

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    askanews

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    Roma (askanews) - A quasi un secolo dagli eventi, il genocidio armeno continua a rappresentare una ferita aperta. Si commemora il 99mo anniversario dei massacri del 1915-17 e in Turchia e Armenia si tengono eventi che, come sempre, contribuiscono a creare fratture in nome della storia.
    Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro della Turchia, il paese che ha raccolto l'eredità dell'Impero ottomano, mercoledì ha fatto un passo finora inedito per un capo di governo di Ankara: ha espresso il suo cordoglio per le uccisioni. Ma s'è guardato bene dall'utilizzare la parola "genocidio", che è il modo in cui gli armeni definiscono quanto avvenne quasi un secolo fa.
    Furono centinaia di migliaia, addirittura un milione e mezzo, i morti - secondo la versione armena - nella repressione messa in atto dagli ottomani contro gli armeni, costretti ad affrontare le terribili "marce della morte".
    La presa di posizione di Erdogan non ha soddisfatto gli armeni. Serzh Sarkisian, presidente dell'Armenia, da Erevan ha deplorato il "totale diniego" turco ddi quegli eventi. Un silenzio che, a suo dire, rappresenta un proseguimento del genocidio stesso.