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    Lavoro e giustizia sociale, le sfide del nuovo governo in Egitto

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    askanews

    per askanews

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    Mahallah (askanews) - L'Egitto è uno dei paesi arabi più poveri, dove quasi il 50% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Un dramma sociale che dovrà essere una delle priorità del prossimo governo se vorrà dare una speranza a un popolo che dopo la rivoluzione del 2011 e la deposizione di Mubarak sta ancora percorrendo il lungo cammino verso la democrazia. I lavoratori hanno grandi attese, come Kamal Fayoumi, operaio tessile di Mahallah, città protagonista delle proteste anti Mubarak. "Io dico al Presidente dell'Egitto, chiunque sarà, che le richieste del popolo egiziano e dei lavoratori sono libertà, giustizia sociale e il salario minimo. Se queste richieste non saranno soddisfatte allora farà la stessa fine di Mubarak e Morsi". Finora le richieste dei lavoratori non sono state prese in considerazione.
    "Purtroppo il governo ascolta i lavoratori solo quando scendono in piazza e scioperano - dice Hamdy Hussien, sindacalista - ma non cercano il dialogo". E infatti spesso gli scioperi sono stati interrotti con la forza e l'intervento dell'esercito e i sindacati indipendenti non vengono riconosciuti dal governo. "Lo Stato deve sedersi con i lavoratori per capire cosa possono offrire - spiega l'esperto di diritti sindacali Shaheer George - Deve essere una sorta di patto sociale, sedersi e parlare di cosa si può realizzare a breve termine e nel lungo periodo, creando un'agenda condivisa". Le elezioni del 26 e del 27 maggio decreteranno a chi toccherà sedersi a quel tavolo.
    (Immagini Afp)