Prime concessioni agli sherpa. Kathmandu prova a salvare la stagione turistica

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Le minacce degli sherpa di boicottare la stagione turistica aprono una prima crepa nella determinazione di Kathmandu.

Pur di non mandare il fumo il lucroso business delle scalate sull’Everest, il governo nepalese si è precipitato ad accettare alcune delle richieste avanzate dalle guide himalayane, che minacciano lo sciopero dopo la valanga di venerdì.

Tra le principali rivendicazioni degli sherpa, il raddoppio delle coperture assicurative, l’istituzione di un fondo di solidarietà per i familiari delle vittime e un’immediata compensazione per quelli dei loro 13 colleghi, rimasti uccisi la settimana nel peggiore incidente della storia dell’Everest.

All’indomani dei funerali, alcuni sherpa si sono detti pronti a tornare al lavoro dai prossimi giorni. Quelli presenti al campo base da cui era partita la spedizione investita dalla valanga, hanno tuttavia votato per un ritorno a valle e un boicottaggio della stagione turistica.

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