Ucraina, nuove manifestazioni a est. A Kiev arriva Biden

Prova il nostro nuovo lettore
9 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Circa duemila filorussi sono scesi in piazza lunedì a Luhansk, nell’est dell’Ucraina per chiedere un referendum, sulla falsariga di quello che ha sancito la volontà della Crimea di cambiare bandiera.

L’ennesimo episodio che fa capire come, al momento, gli accordi di Ginevra restino lettera morta.

Tanto da spingere gli Stati Uniti a pensare a ulteriori giri di vite contro le autorità russe.

Misure che potrebbero arrivare a riguardare direttamente Vladimir Putin, anche se, in un’intervista via twitter rilasciata a una radio russa, la portavoce del dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, ha sottolineato che “prima di arrivare al presidente ci sono molte altre autorità da colpire”.

Martedì il vice di Barack Obama, Joe Biden, farà il punto della situazione con il presidente ad interim Oleksandr
Turcinov e il premier Arseni Yatseniuk.

La Russia, però, chiede agli Stati Uniti di “tenere a bada” Kiev, accusata di non adempiere agli impegni assunti.

“Non solo gli accordi di Ginevra non vengono applicati – sostiene il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov – ma vengono anche effettuate mosse, innanzitutto da coloro che si sono impossessati del potere a Kiev, che sono in aperta violazione degli accordi stessi. Le autorità ucraine non stanno facendo nulla, non muovono un dito per eliminare le cause che sono alla base della profonda crisi in Ucraina”.

Il riferimento immediato è alla misteriosa sparatoria avvenuta tra sabato e domenica a Slovainsk, nella quale sono morte da tre a cinque persone e sulla quale Russia e Ucraina si rimpallano le accuse. Lavrov ha parlato con il segretario di Stato americano John Kerry, chiedendogli di agire “per evitare un conflitto sanguinoso”.

Putin, nel frattempo, va diritto per la sua strada, con tre nuove mosse: ha proposto una legge per trasformare la Crimea in una sorta di Las Vegas del Mar Nero; ha firmato un provvedimento per la riabilitazione dei tatari e di tutte le altre minoranze vittime della deportazione staliniana, anche se la tensione con la comunita’ musulmana locale resta; e ha promulgato la legge che sveltisce l’iter per la cittadinanza russa ai russofoni dell’ex Urss.

0 commenti