Lavrov & Putin contro Kiev: accuse ai politici e leggi ad hoc per i russofoni

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Mosca accusa Kiev di sabotare gli accordi di Ginevra e rilancia nella corsa alla seduzione delle minoranze linguistiche.

Nella sparatoria che a Pasqua ha fatto almeno tre morti a Slaviansk il Ministro degli esteri russo Lavrov ha detto di vedere la prova di inerzia e malafede del nuovo potere ucraino. “Non muovono un dito – accusa -. e violano gli accordi presi con Stati Uniti e Unione Europea”.

“La cosa più importante – ha detto Lavrov da Mosca – è ora evitare ogni tipo di violenza. Si tratta del primo dei punti sui quali si è trovato l’accordo a Ginevra, della prima richiesta inoltrata agli schieramenti che ora si affrontano in Ucraina. Mi rincresce però dire che non solo su questo, ma anche su altri piani, l’accordo non è stato finora rispettato. Soprattutto da parte di coloro che hanno assunto il potere a Kiev sono anzi state intraprese delle iniziative che lo violano sfacciatamente”.

Al premier ucraino Yatseniuk, che venerdì aveva promesso alle regioni del sud-est maggiore autonomia e statuto speciale per la lingua russa, Putin ha intanto replicato con una serie di emendamenti che facilitano l’adozione della nazionalità per i cittadini delle ex repubbliche sovietiche.

Il presidente russo ha poi anche firmato un decreto per la riabilitazione dei Tatari: minoranza un tempo radicata in Crimea e poi oggetto di deportazioni all’epoca di Stalin.

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