Verdi, la corsa in tandem tra passato e futuro

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Il voto di maggio sarà il banco di prova per la proposta europea dei Verdi, attuale quarta forza nel Parlamento europeo. La formazione ecologista presenta una coppia di candidati alla corsa per la presidenza della Commissione europea: la tedesca Ska Keller e il francese José Bové.

Franziska, detta “Ska”, è originaria di Guben nel Brandeburgo, al confine con la Polonia. Il sindacalista francese José Bové è nato a Talence, vicino a Bordeaux, è conosciuto in Francia per le sue battaglie in favore di un’alimentazione sana e per la difesa del territorio. Contadino e attivista, nel 1999 Bové è divenuto celebre per l’irruzione nel cantiere di un McDonald in costruzione in Francia. Fu inoltre leader alla protesta contro i dazi imposti dagli Stati Uniti sull’importazione del formaggio francese Roquefort. Azioni di disobbedienza che gli sono costate anche il carcere dove nel 2002 ha scontato 44 giorni.

La Keller è la candidata più giovane ed anche la sola donna a prendere parte alla corsa per la presidenza della Commissione europea. Non è conosciuta come José Bové, con lei è l’elettorato più giovane a sentirsi più rappresentato.

Entrambi concordano sulle critiche all’attuale politica europea. Per Josè Bové i cambiamenti climatici devono diventare una priorità per Bruxelles e Ska Keller sottolinea la necessità di maggiori tutele per rifugiati e migranti. L’ equilibrio che si è stabilito tra i due candidati, rispecchia le intenzioni dell’elettorato tedesco e francese? È la domanda che circola negli ambienti politici e tra gli elettori della forza ecologista.

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