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    Il dramma senza fine degli iracheni della provincia di Anbar

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    askanews

    per askanews

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    Arbil (askanews) - E' un dramma senza fine quello che stanno vivendo i profughi iracheni fuggiti dai combattimenti tra forze di sicurezza e militanti jihadisti nella provincia di Anbar.
    Molti di loro hanno abbandonato le proprie abitazioni spostandosi nei resort estivi vuoti nella zona di Shaqlawa, ad Arbil città del Kurdistan iracheno, sfruttando i prezzi bassi della bassa stagione per un periodo di relativa tranquillità.
    La situazione, però, ad oggi è tutt'altro che risolta e molti di loro stanno dando fondo agli ultimi risparmi prima di dover essere costretti a tornare.
    "Ci avevano staccato luce e acqua - dice quest'uomo - non potevamo più mandare i bambini a scuola. Sono dovuto venire qui per proteggere i miei figli".
    "Qui non c'è lavoro - dice questa donna - e quindi tutta la mia famiglia di 5 figli e una figlia è praticamente disoccupata".
    I profughi che finora hanno trovato rifugio da queste parti sono quasi mezzo milione. In media ciascuna famiglia aveva un budget che gli consentiva di restare per un mese. Ora, però, i prezzi sono raddoppiati o triplicati e tutto è più difficile.
    "Il vero problema adesso qui sono i costi elevati - spiega Alia al-Bazzaz, rappresentante del Ministero per l'immigrazione di Arbil - il prezzo degli alberghi e delle case in affitto è ciò che sta causando i disagi peggiori per i rifugiati".
    Il governo curdo ha stanziato un contributo di circa 250 dollari a famiglia nella speranza di alleviare, anche se di poco, le condizioni dei rifugiati.
    (Immagini Afp)