Il dramma senza fine degli iracheni della provincia di Anbar

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

881
69 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Arbil (askanews) - E' un dramma senza fine quello che stanno vivendo i profughi iracheni fuggiti dai combattimenti tra forze di sicurezza e militanti jihadisti nella provincia di Anbar.
Molti di loro hanno abbandonato le proprie abitazioni spostandosi nei resort estivi vuoti nella zona di Shaqlawa, ad Arbil città del Kurdistan iracheno, sfruttando i prezzi bassi della bassa stagione per un periodo di relativa tranquillità.
La situazione, però, ad oggi è tutt'altro che risolta e molti di loro stanno dando fondo agli ultimi risparmi prima di dover essere costretti a tornare.
"Ci avevano staccato luce e acqua - dice quest'uomo - non potevamo più mandare i bambini a scuola. Sono dovuto venire qui per proteggere i miei figli".
"Qui non c'è lavoro - dice questa donna - e quindi tutta la mia famiglia di 5 figli e una figlia è praticamente disoccupata".
I profughi che finora hanno trovato rifugio da queste parti sono quasi mezzo milione. In media ciascuna famiglia aveva un budget che gli consentiva di restare per un mese. Ora, però, i prezzi sono raddoppiati o triplicati e tutto è più difficile.
"Il vero problema adesso qui sono i costi elevati - spiega Alia al-Bazzaz, rappresentante del Ministero per l'immigrazione di Arbil - il prezzo degli alberghi e delle case in affitto è ciò che sta causando i disagi peggiori per i rifugiati".
Il governo curdo ha stanziato un contributo di circa 250 dollari a famiglia nella speranza di alleviare, anche se di poco, le condizioni dei rifugiati.
(Immagini Afp)

0 commenti