Est dell'Ucraina, uomini armati occupano sedi di polizia e servizi

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A Slaviansk, nell’Ucraina orientale, uomini armati, senza insegne di appartenza, hanno preso il controllo di un palazzo in cui si trovano i locali uffici della polizia e quelli dei servizi di sicurezza.

Il gruppo si sarebbe impossessato di 400 pistole e di una ventina di fucili automatici e avrebbe distribuito le armi alla popolazione, secondo alcune fonti, smentite però da altre testimonianze.

In questi ultimi giorni, nelle principali città orientali del paese, si sono moltiplicate le proteste dei cittadini russofoni e proMosca che chiedono un referendum sull’autodeterminazione come è stato fatto in Crimea.

Un uomo che ha partecipato all’azione spiega:

“La nostra gente vuole vivere tranquillamente e in pace, senza la giunta che ha preso il potere a Kiev. Non vogliamo finire nelle mani dell’America e dell’Occidente. Non vogliamo diventare i loro schiavi. Vogliamo stare con la Russia.”

La situazione sta sfuggendo al controllo del governo centrale, tanto che la presidenza ha decretato la destituzione del capo dei servizi di sicurezza di Donetsk, mentre l’ultimatum imposto dall’esecutivo per lo sgombero degli edifici pubblici occupati dai filorussi è scaduto venerdì, senza conseguenze, per ora.

La parola d’ordine sembra essere quella di mantenere la calma. La prima cittadina di Slaviansk dice:

“Non dobbiamo aver paura del popolo. Chi si è mosso oggi fa parte della nostra gente, è la gente di Donetsk, non vengono dalla Russia, sono di qui, di Slaviansk, di Kramatorsk. È gente che è stanca delle menzogne di Kiev”.

Dal social network il ministero dell’interno ucraino ha minacciato una risposta adeguata, perché, si legge nel comunicato, c‘è differenza tra i manifestanti, che hanno diritto di esprimere un’opinione, e i terroristi che si impossessano delle armi.

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