I 20 anni di "Pulp Fiction", quando Tarantino divenne un cult

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Milano, (askanews) - "E' uno scandalo, è uno scandalo" urlavano dalla platea di Cannes, ottenendo in risposta dal palco un più che eloquente dito medio. Quentin Tarantino si presentava così al pubblico mondiale venti anni fa mentre si portava a casa la Palma d'oro con "Pulp Fiction", il film che lo ha lanciato, di nuovo nelle sale per festeggiare l'anniversario. Nel 1994 il regista italo-americano ha trentuno anni ed è quasi sconosciuto, nonostante il successo di nicchia del film "Le iene". Con "Pulp Fiction" diventa un idolo. La sua biografia è parte anch'essa del culto: Tarantino ragazzo gestore di un videonoleggio a Los Angeles, il film Bambi che lo ha traumatizzato da piccolo, il lavoro da maschera in un cinema porno, gli Spaghetti western e i B-Movies. Fin dalla sua uscita nelle sale non si contano le polemiche su "Pulp Fiction" per le scene di violenza e le raffiche di parolacce. Ma i cinema sono sempre pieni. E lo saranno sempre di più anche per le pellicole successive. Dove non mancano mai le parolacce né le spruzzate di sangue. E non manca nemmeno quell'incredibile capacità di dare vita a opere originali - da "Jackie Brown" a "Kill Bill" e "Django" -mescolando i generi e gli stili. Il marchio inconfondibile del cinema di Tarantino.

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