Europa, la sfida energetica

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Gli Stati Uniti di nuovo in Europa e questa volta è il presidente Barack Obama in persona, che viene in soccorso dei suoi alleati d’oltreoceano. Nelle scorse settimane, in piena crisi tra Russia e Crimea, Obama promise agli europei la fornitura di gas naturale, una volta firmato l’accordo commerciale tra Bruxelles e Washington.

Ma, Obama ha voluto anche scuotere gli europei affinché agissero: “Credo che l’Europa, tutta, debba esaminare alla luce di ció che è accaduto, le proprie policies sull’energia per trovare altre fonti di approvigionamento e accelerazione del processo di indipendenza energetica. Gli Stati Uniti come fonte di energia, sono una possibilità”.

L’Europa ha bisogno di trovare altri giacimenti di gas disponibili, per ridurre la sua dipendenza energetica della Russia, attualmente primo fornitore davanti a Norvegia, Algeria e Qatar.

Tutta l’Unione europea importa il 40% del suo gas dalla Russia e il 20% di greggio.

Tuttavia, questa dipendenza varia da paese a paese. Per esempio, nella grafica sono segnati: in rosso, i paesi dipendenti al 100% dalla Russia (Finlandia, Bulgaria e Slovacchia); in giallo chi dipende tra il 60 e l’80% (Polonia, Rep. Ceca, Ungheria, Grecia e Austria); in verde tra il 20% e il 40%, (Francia, Italia e Germania).

L’Europa ricorda ancora le conseguenze della crisi tra Russia e Ucraina del gennaio 2009. Il produttore di gas russo Gazprom taglió il pompaggio all’Ucraina a causa di una disputa tra i due paesi.

Ma, lasció senza rifornimento anche gran parte dell’Europa centrale e orientale, proprio quando le temperature avevano raggiunto picchi glaciali.

Per migliorare la sicurezza energetica, l’Europa aveva lanciato un piano per diversificare le vie di approvvigionamento, come la costruzione del gasdotto ‘Nord Stream’, che scavalca l’Ucraina, passando attraverso il Mar Baltico, e che è già operativo.

Altri due gasdotti sono ancora in costruzione, il ‘South Stream’, che proviene dalla Russia passando sotto il Mar Nero da sud-est dell’Europa, e il ‘Nabucco’, che collega l’Asia centrale e l’Azerbaigian all’Europa centrale.

In questa ricerca, l’Europa intende trovare anche nuovi fornitori, ma per realizzare una rete di collegamenti di energia deve costruire più terminali di gas, che facilitino il trasporto via mare, come questo in Francia. Quindi, creare una rete di condotti interconnessi all’interno dell’Unione europea.

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