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    Ogm, associazioni si mobilitano contro il rischio deregulation. Legambiente: un ricorso al Tar minaccia il made in Italy

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    askanews

    per askanews

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    Milano, (TMNews) - Con Expo 2015 e il suo tema "Nutrire il pianeta" fra un anno i riflettori saranno tutti puntati su Milano e l'Italia. Ma prima di questo appuntamento in molti sono preoccupati per una sentenza che potrebbe a breve spianare la strada agli OGM nel nostro Paese. Una task force di associazioni, riunita a Milano, si è mobilitata in vista del pronunciamento del Tar del Lazio del 9 aprile sul ricorso di un agricoltore friulano contro il decreto che proibisce la semina di ogm. Una sentenza in suo favore, secondo le associazioni, sarebbe un colpo durissimo al made in Italy, oltre che ad Expo. Damiano Di Simine di Legambiente. "Crediamo che assuma un altro signficato un Expo 2015 ospitato in un paese orgogliosamente libero dagli ogm e oggi capace di esprimere una filiera alimentare che non teme rivali nel mondo", spiega Di Simine.Secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario del Fai, sul tema ogm c'è troppa disinformazione. "Le persone non sono correttamente informate sugli Ogm - ha sottolineato - Dicono che servono a combattere la fame nel mondo, questo è perché le multinazionali chimiche portano avanti questo tipo di semente e rovinano la terra".Oltre ai rischi per l'ambiente e per la salute, secondo l'economista Simone Vieri non va sottovalutato l'aspetto economico. Gli Ogm sono l'espressione di un modello produttivo non adatto all'Italia, un paese che non deve orientarsi ai prodotti di massa: "Occorre distinguersi e non omologarsi", ha concluso.