Strauss plagiario? Il "caso Cassandra", una spy story musicale. Il musicologo Marco Iannelli ricostruisce la storia di Gnecchi

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Milano (TMNews) - Una vera e propria spy story nel mondo della musica del primo Novecento. E' quanto racconta il compositore e musicologo Marco Iannelli nel libro "Il caso Cassandra". "Nel 1905 a Bologna - ci ha spiegato - Arturo Toscanini diresse un'opera, Cassandra, di tale Vittorio Gnecchi: un'opera completamente nuova, un compositore praticamente sconosciuto e giovane. Fu un enorme successo di critica e pubblico. Quattro anni dopo, nel 1909, Strauss presentava Elektra, una tra le sue opere più importanti".Le due opere si somigliano in modo definito "incredibile" e il critico Giovanni Tebaldini lo scrive subito. "Lui - aggiunge Iannelli - ovviamente non potè scrivere che Richard Strauss aveva copiato l'opera di Gnecchi. Allora decise di intitolare questo articolo Telepatie musicali".Il caso dunque scoppia già nel 1909 e coinvolge il più famoso musicista del mondo, la cui prominente figura finisce per schiacciare quella del gentiluomo Gnecchi. Nel 1998 però Iannelli entra in possesso di carte del musicista italiano che ricostruiscono l'intera vicenda. "Prove inconfutabili - conclude il musicologo - che qualcosa effettivamente era avvenuto. Certo è difficile pensare che Strauss non abbia almeno ascoltato quest'opera, anche perché i due soggetti delle opere sono estremamente legati".Marco Iannelli non trae conclusioni definitive e lascia che siano i lettori a prendere posizione. Certo è che i documenti che presenta nel libro ricostruiscono un vero e proprio intrigo. Nel quale la figura di Vittorio Gnecchi esce giustamente rafforzata.

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