Protesta di piazza in Venezuela, ucciso un italo-venezuelano

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Caracas, (askanews) - Le strade di Caracas sono ancora il teatro della protesta contro il presidente del Venezuela Nicolas Maduro: migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la censura del governo, la carenza di materie prime e la criminalità. Scene che si ripetono dal 4 febbraio scorso, quando sono cominciate le proteste nel Paese, esasperato dall'altissima inflazione, dalla scarsità di beni essenziali e dalla criminalità crescente.
"Quando non si vive in democrazia scendere in strada è l'unico meccanismo per chiedere, in modo pacifico, che i nostri diritti siano rispettatI e perchè il mondo sappia come vanno le cose in Venezuela" dice Gaby.
"Viviamo nella paura dell'insicurezza e di non poter comprare quello che ci serve. Vogliamo che i nostri problemi siano risolti, che ci diano risposte e non si prendano gioco di noi. Vogliamo un dialogo sincero e non le scuse del governo" aggiunge Katherin.
L'ultimo bilancio tragico delle violenze è di due morti: un uomo di 44 anni morto a San Cristobal, folgorato dai cavi dell'alta tensione mentre costruiva una barricata, e un italo-venezuelano di 33 anni, rimasto ucciso a Maracaibo. Su quest'ultimo incidente le versioni sono contrastanti: secondo il ministero degli Esteri italiano e i media locali è stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco sparato dalla polizia mentre era su una barricata, le autorità danno la colpa all'esplosione di un mortaio artigianale. Maduro, il presidente socialista che ha preso il posto di Hugo Chavez, bolla le proteste come fasciste e orchestrate dagli Stati Uniti per rovesciare il suo governo.
(immagini Afp)

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