Gas, l'Ucraina punta sull'Ue per liberarsi dalla stretta russa

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Quanto costerà all’Ucraina il gas russo a partire da aprile? È la domanda che tiene svegli i vertici di Kiev da quando Gazprom ha deciso di cancellare lo sconto del 33% concesso prima della caduta di Yanukovich.

Una soluzione al problema dell’eccessiva dipendenza da Mosca potrebbe, però, arrivare da Bruxelles.

L’idea, già discussa a fine 2013, è tornata sul tavolo dei negoziati: importare gas di provenienza comunitaria attraverso la vicina Slovacchia.

“Oggi – spiega Alexander Duleba, un esperto di politica estera slovacco – ci sono diverse opzioni per trasportare il gas alla Germania da qualsiasi parte del pianeta per poi farlo transitare su noi, in maniera tale da renderci indipendenti, e infine verso l’Ucraina. È solo una questione di prezzo, ecco tutto”.

Il gas così fornito, secondo Kiev, potrebbe costare intorno ai 400 dollari per mille metri cubici.

A cui, sottolinea il primo ministro slovacco Robert Fico, si aggiungeranno i costi per invertire i flussi dei gasdotti tra i due Paesi.

“Non credo che l’Ucraina debba ricevere il gas gratuitamente”, ha dichiarato Fico. “E, inoltre, nessuno accetterà che non paghi il transito. È necessario costruire una stazione di misurazione. Sarà un investimento da circa 20 milioni di euro”.

Addirittura, la Slovacchia potrebbe rivendere all’Ucraina parte del gas che ottiene dalla Russia a condizioni migliori rispetto a Kiev. La quale, in quel caso, non dovrebbe fare altro che trattenere parte delle forniture che transitano sul suo territorio.

Nel frattempo l’Ucraina sembra in dirittura d’arrivo per la chiusura dell’accordo di aiuti con il Fondo monetario internazionale.

Una delle condizioni prevede che Kiev alzi il costo del gas ai propri cittadini, fino ad oggi coperto per la maggior parte da sussidi. Non a caso, i vertici dell’ucraina Naftogas hanno già annunciato aumenti del 50% già a partire da aprile.

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