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Baghdad: da culla civiltà a peggior città al mondo dove vivere

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Baghdad (askanews) - Negli anni 70 Baghdad era una città modello del mondo arabo, sede
delle università e dei musei più prestigiosi. Oggi, dopo decenni di conflitti, è ridotta a un cumulo di macerie ed è considerata la peggior città al mondo in cui vivere. In base alle classifiche
di Mercer, società di consulenza specializzata nella valutazione della qualità della vita nelle principali città a livello mondiale, Baghdad si posiziona dietro Port-au-Prince la disastrata capitale di Haiti. "Queste notizie sono una ferita per il popolo iracheno perchè Baghdad era considerta una città storica, la culla della civiltà, dove gli studenti venivano a studiare".
La popolazione di Bahdad, circa 8,5 milioni di persone, deve oggi misurarsi con una violenza quotidiana. Solo a febbraio sono esplose 31 autobombe con il risultato che le forze di polizia hanno aumentato i posti di blocco e i controllo, limitando la mobilità delle popolazione. Un ricordo è anche la pacifica
convivenza che c'era fra i credenti delle tre religioni monoteiste: arabi, cristiani ed ebrei. "La situazione è terribile. Vivere a Baghdad è come vivere in un accampamento militare. Ogni mattina per andare al lavoro bisogna passare 4 o 5 checkpoint".
Oltre alla mobilità, i problemi per la popolazione si misurano anche con lo stato fatiscente delle abitazioni fra matasse di cavi elettrici lasciate scoperte, generatori che suppliscono alla carenza di energia elettrica e il costante rischio di inondazioni a causa dei canali di scolo e drenaggio ostruiti.
(immagini Afp)