Boom all'estero di prodotti marchio "mafia": business da 14 mld

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Roma, (TMNews) - Si va dalla salsa agrodolce "Maffia" prodotta in Belgio all'amaro "Il Padrino" fino al Limoncello "Don Corleone". Ed ancora il caffè Mafiozzo prodotto in Bulgaria, i sigari Al Capone venduti negli Stati Uniti, o gli snack "Chilli mafia" prodotti nel Regno Unito. Spopolano all'estero i prodotti made in Italy che cercano il successo sfruttando il marchio mafia. La denuncia arriva dalla Coldiretti che per la prima volta ha censito e mostrato gli esempi più scandalosi di prodotti agroalimentari, venduti in Italia, in Europa e nel mondo, con nomi che richiamano episodi, personaggi e forme di criminalità organizzata, che vengono sfruttati per fare business a danno dell'immagine del nostro Paese. Un giro di affari di circa 14 miliardi di euro.
La denuncia è stata lanciata nel corso della presentazione della Fondazione "Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare" che ha per obiettivo la lotta alla diffusione di tali prodotti. Il presidente del

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