Ucraina, l'ex presidente Kravchuk: "Le sanzioni non colpiranno realmente Mosca"

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L’ex presidente ucraino Leonid Kravchuk lancia l’allarme sul futuro del suo paese. In un’intervista a Euronews, il primo capo di stato dalla fine dell’Unione sovietica, denuncia l’invasione russa in Crimea e sostiene che la comunità internazionale non sia stata capace di difendere gli interessi del popolo ucraino.

Secondo Kravchuk, le sanzioni non colpiranno realmente Mosca, ma solo alcuni personaggi vicini al Cremlino. Per l’ex Presidente, ora tocca a Kiev mettere ordine in casa propria, evitando, però, l’uso della forza.

Euronews: Qual è la sua opinione sulla situazione in Crimea? Cosa comporta tutto questo per l’Ucraina e gli ucraini?

Leonid Kravchuk: “Per noi non sono intervenuti cambiamenti drammatici. L’Ucraina andrà avanti come prima. Continuiamo a considerare la Crimea parte del territorio ucraino. Per il futuro avremo problemi difficili. Prima di tutto in merito a quello che accade ai soldati ucraini. Quale dialogo sarà possibile con i cittadini ucraini su questo? Quali saranno le relazioni politiche, diplomatiche, economiche? Lo stesso con i confini: abbiamo solo confini amministrativi e non frontiere. E ancora: cosa accadrà con le telecomunicazioni e coi collegamenti aerei? Il problema non è tanto l’annessione alla Russia, che è illegale, quanto piuttosto i dubbi sull’avvenire”.

L’economia russa risentirà delle sanzioni, se queste colpiranno solo un piccolo gruppo di persone?
putin ha detto che la Russia ha già problemi e limitazioni nei commerci, quindi sanzioni o no per Mosca cambierebbe poco”.

Euronews: Putin sostiene di non voler danneggiare la dignità dell’Ucraina. Cosa ne pensa lei?

Leonid Kravchuk: “Sta all’Ucraina rimettere le cose in ordine. Non si può portare la pace con le forze armate. E’ strano sentire qualcuno che dice di voler raggiungere la pace usando la guerra. In più i diffusi comportamenti negativi nei confronti dell’Ucraina, hanno finito per dare fastidio a tutti”.

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