Nelle piazze della Crimea si celebra. Smantellate le insegne al parlamento locale

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Nelle piazze della Crimea si festeggia quello che viene considerato un ritorno a casa. A Sebastopoli, in tanti hanno seguito il discorso del presidente Vladimir Putin trasmesso in diretta.

“Siamo fieri di avere un presidente come Vladimir Putin – dice una residente -, bravo, gentile, responsabile e siamo contenti che la Crimea diventi parte della Russia”.

“Ora con piacere e onore percepiamo il ritorno in Russia – dice un’altra residente -. Il giorno più felice per me sarà quando riceverò il passaporto russo”.

Anche a Sinferopoli si celebra il risultato del referendum, che sancisce il ritorno della Crimea alla Russia dopo sessant’anni. Ma non tutti – a iniziare dagli ucraini – gioiscono per l’evento, che in molti casi suscita perplessità.

“A giudicare dalla retorica di Putin tutto mi sembra così triste – dice un ragazzo ucraino -. Non si fermerà in Crimea, e non si fermerà in Ucraina”.

“L’appello a ripristinare il territorio dell’ex Unione Sovietica è un ritorno al passato – afferma una ragazza -. Capisco che la vecchia generazione possa rispondere a questo appello, ma siamo noi quelli che devono costruire il futuro”.

L’annessione alla Russia intanto procede. Le lingue ufficiali restano quella russa, quella ucraina e quella tatara. Ma al parlamento locale le insegne sono state già tolte, in attesa di sapere che tipo di statuto sarà adottato.

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