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    La moda di Tokyo guarda all'Occidente

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    per euronews (in Italiano)

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    Toni scanzonati e strizzatine d’occhio, il biglietto da visita con cui la Settimana della moda di Tokyo ammicca all’Occidente. Ad aprire le danze la nuova collezione del marchio tailandese Sretsis.

    “La ragione per cui partecipiamo alla settimana della moda in Giappone – spiega la stilista Pim Sukhahuta – risiede nel fatto che da tre, quattro anni abbiamo un partner giapponese. Il mercato qui cresce in fretta e le potenzialità sono enormi. Ritengo quindi che essere presenti qui, per ‘Sretsis’, sia un’ottima opportunità”.

    In controtendenza rispetto alle sorelle terribili della moda Thai, che qui hanno trovato un terreno di conquista, le nuove generazioni di stilisti giapponesi sognano invece il grande salto, che li porti a calcare le passerelle del Vecchio Continente.

    “Passo dopo passo – dice lo stilista di casa Mitsuru Nishizaki -, di certo, nel futuro sarebbe straordinario arrivare a presentarsi anche sul mercato internazionale”.

    Rivestire di modernità la tradizione giapponese, la sfida che Takeshi Kitzawa ed Emiko Sako si sono lanciati per la collezione autunno inverno del marchio Dressedundressed.

    Modelli androgini e identità sessuali sfumate, la grammatica che il duo giapponese adotta per declinare il verbo di un minimalismo che trova nel kimono dei padri le sue linee ispiratrici.

    “Ho voluto trasporre i temi giapponesi tradizionali in qualcosa di nuovo e di moderno e per questo ho fatto ricorso ai canoni e alla sensibilità della mia generazione – dice Takeshi Kitazawa -. E’ da questa idea che ha preso corpo la nostra collezione. Il nostro marchio di fabbrica è un minimalismo giapponese che per questa stagione ci siamo sforzati di declinare nel nostro stile”.

    Una purezza di linee e colori dal sapore algido e straniante, che dal debutto in passerella del due nel 2011, Tokyo continua a premiare con un’accoglienza da star.