Rocky Balboa se la canta e gliele suonano

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Trentotto anni dopo il debutto cinematografico, la storia del pugile Rocky Balboa torna a intrattenere il pubblico americano. Non più nei cinema, ma in teatro. Rocky, il musical, è stato presentato al Winter Garden Theatre di New York.

Per Sylvester Stallone, che proprio con Rocky vide decollare la sua carriera di attore, nel 1976, è l’occasione di riflettere sulle ragioni di un successo inalterato nel tempo: “Ho sempre pensato che questi personaggi fossero perfetti per un musical. Quando scrivevo la sceneggiatura, pensavo a Martin Scorsese e a West Side Story. Ho sempre creduto che avessero una sorta di poetica di strada, mi sembrava naturale. Ma nessun altro la pensava così”.

Presenti alla cerimonia del red Carpet, personalità del calibro del regista James Cameron: “E’ la storia di un signor nessuno, che ha un momento di vera grandezza e che sa meritarselo. E’ un sogno che abbiamo tutti. Io sono stato operaio, camionista, macchinista specializzato, prima di cominciare a fare film. Non ho difficoltà a identificarmi con questa storia”.

Reazione analoga da parte dell’attrice Whoopi Goldberg: “Quella di Rocky è la storia di una persona qualunque che ha un sogno. E’ questo che mi piace. Non c‘è retorica. E’ una storia che parla di noi, è la storia dell’America, e la gente si sente coinvolta”.

Per Andy Karl, attore trentanovenne che veste i panni di Rocky nella versione musicale, questo è il primo ruolo da protagonista: “Sylvester Stallone ci ha dato pieno sostegno. In diverse occasioni mi ha parlato del personaggio, dei sentimenti che agitano il suo cuore. E mi ha mostrato come si muove un pugile”.

Oltre ad aver co-prodotto il musical, Stallone ha anche contribuito ad adattare la sceneggiatura per la versione teatrale, insieme a Thomas Meehan, vincitore di diversi Tony Awards.

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