Rimini non fa più figli: meno nascite, più morti e partenze

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altarimini
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Diminuisce la popolazione in provincia di Rimini: una variazione rispetto allo scorso anno di -320 unità (0,1%). Al primo gennaio 2014 i residenti in provincia di Rimini sono 335.033 con un'età media di 44,5 anni. Di questi 161.717 , il 48,3%, sono maschi ed hanno un'età media di 43,1 anni. Le femmine sono il 51,7%, 173.316, con un'età media di 45,8 anni. Questo è quanto emerge dal 15° Osservatorio demografico della Provincia di Rimini.

Il saldo demografico registrato è legato al concatenarsi di alcune cause, tra cui non può non rientrare la crisi economica e lavorativa. "Il principale elemento che emerge da questo rapporto demografico è come sia di fatto il primo in cui si legge come la crisi economica stia aggredendo i comportamenti sociali strutturali della nostra provincia. I dati che confermano questo sono: un saldo naturale negativo (più morti che nati nel 2013), principalmente dovuto a minori nascite; gli immigrati continuano a venire ma in misura minore e se ne vanno in misura maggiore; in generale se ne va più gente, italiani compresi. Questo è da mettere in relazione con la crisi e con le difficoltà occupazionali: il lavoro lo si cerca altrove, ma soprattutto le difficoltà occupazionali e economiche rendono più difficile pensare di mettere su famiglia. Questo porta a uno scenario nel 2030 di 'minima', vale a dire un incremento potenziale di 27 mila persone a seguito del trend attuale. L'ipotesi massima è di 83 mila persone ma oggi questa appare improbabile. Significa che nel 2030 la provincia di Rimini arriverà a circa 360 mila abitanti con trend crescenti di popolazione oltre i 65 anni" ha commentato l'assessore agli Osservatori Statistici della Provincia di Rimini, Fabio Galli.

"La politica, le amministrazioni devono guardare a questo rapporto con estrema attenzione perché indica bene e meglio di qualsiasi piano strategico la situazione attuale e i problemi su cui lavorare nel medio/lungo periodo. E' chiaro che al netto di tutte le dinamiche nazionali, che comunque incidono sensibilmente sui comportamenti individuali e di gruppo sui territori, stiamo vivendo un periodo di incertezza dovuto a difficoltà lavorative che confluisce in una sfiducia di mettere su famiglia o di intravedere possibilità di restare su questo territorio. Il fenomeno è ancora limitato ma è su questo che si deve intervenire: il lavoro è alla base di ogni progetto di vita personale, familiare, di comunità. Gli scenari futuri indicano una crescita contenuta del territorio riminese e dunque, in controluce, si può leggere una conferma del fatto che non servano nuove edificazioni, ma piuttosto il miglior utilizzo di quello che già c'è. Semmai bisognerebbe lavorare sulla calmierazione degli affitti, agevolando le giovani coppie" ha concluso Galli.

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