I tatari contro il referendum in Crimea

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Diverse migliaia di persone hanno manifestato in Crimea contro il referendum sull’autodeterminazione indetto per domenica.

I dimostranti, in gran parte appartenenti alla minoranza tatara musulmana, hanno sfilato dopo la preghiera del venerdì alla moschea.

Alcune voci raccolte nel corteo:

“La nostra gente non parteciperà al referendum – dice un anziano – pensiamo di boicottarlo questo cosiddetto referendum”.

“Siamo a favore dell’integrità del paese – dice una ragazza – siamo sempre stati ucraini e così vogliamo rimanere”.

“Vogliamo vivere in Ucraina – aggiunge un’altra – questo referendum è illegale, è una farsa, stanno organizzando un voto contro la nostra volontà, sotto la minaccia del grilletto”.

Serguei Tsekov è il vice presidente del parlamento e leader della comunità russa in Crimea. Spiega le ragioni del voto:

“Abbiamo scelto la Russia pensando alle necessità della nostra difesa. La Federazione russa ci protegge. Vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che in Crimea tutto è calmo, non c‘è nessuna preoccupazione, gli abitanti sono tranquilli, perché ci sentiamo al sicuro sotto la protezione della Federazione russa”.

I preparativi vanno avanti, malgrado i moniti di Stati uniti e unione europea. La maggioraza della popolazione, russofona, dovrebbe recarsi alle urne, secondo le previsioni delle autorità locali.

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