Washington e Berlino avvertono Mosca: "basta ingerenze in Ucraina"

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Si preparano le cabine elettorali in Crimea per il referendum di domenica sull’indipendenza. Ma se questo andrà avanti, già lunedì saranno intrapresi seri passi seri contro la Russia da parte di Stati Uniti ed Europa.

È stato chiarissimo al riguardo il segretario di Stato americano, John Kerry che ha parlato al Congresso. Kerry ha anche chiamato il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, per discutere alcune proposte per normalizzare la situazione e raggiungere la pace in Ucraina. La telefonata alla vigilia dell’incontro che Kerry e Lavrov avranno questo venerdì a Londra.

Ha detto Kerry: “Non ci sono giustificazioni questa consultazione viola la legge internazionale e la charta dell’Onu oltre a violare la costituzione dell’Ucraina”.

Da Washington a Berlino anche la cancelliera Angela Merkel è sulla stessa lunghezza d’onda dell’alleato d’oltreoceano. Al Bundestag la cancelliera non si è discostata molto dalle affermazioni degli ultimi giorni.

Ha detto la Merkel: “Se la Russia continua come nelle scorse settimane questo non sarà una catastrofe solo per l’Ucraina, ma anche per la stessa Mosca. Ne sono convinta a livello politico ed economico”.

Lo ha affermato nel giorno dell’incontro con il premier ceco Sobotka. Malgrado le frasi roboanti però, Mosca non sembra voler cedere e minaccia una crisi diplomatica peggiore che ai tempi della guerra fredda.

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