Crimea, referendum: o i nazisti o la Russia

15 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
In Crimea, con il referendum sull’autodeterminazione, gli elettori, domenica, scelgono fra i nazisti e la Russia. I manifesti elettorali, affissi a Sebastopoli, fanno riferimento alla presenza, nel movimento di Maidan e fra le nuove autorità ucraine, di elementi dell’estrema destra ultranazionalista ucraina, violentemente anti-russa.

Uno slogan destinato a far presa nella penisola sul mar Nero, russa da sempre, e diventata parte del territorio ucraino solo nel 1954.

La maggioranza della popolazione parla russo, ma non tutti sono convinti del riavvicinamento a Mosca:

“I russi – dice una donna – sono venuti qui ad imporci la loro politica e il loro punto di vista, promettendoci un fiume di denaro, assicurandoci che tutto andrà bene, ma va tutto così bene in Russia?”

“La Russia ci promette stabilità – ribatte un uomo – Avete visto che disastro hanno combinato a Kiev?”

Il governo ucraino ha dichiarato il referendum illegale, però non farà uscire le truppe dalle caserme. L’afflusso di soldati in Crimea sguarnirebbe il fronte orientale, nel momento in cui Kiev dice di temere un’invasione.

Il blocco occidentale ha ugualmente condannato il referendum. Le esercitazioni militari Nato, in corso sul mar Nero, con la partecipazione di forze statunitensi, rumene e bulgare, erano previste da tempo, ma assumono un significato tutto particolare, a pochi giorni dal voto.

0 commenti