Visco: laurearsi in Italia rende meno che all'estero

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Roma (askanews) - Laurearsi in Italia rende meno che all'estero. A lanciare l'allarme è il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che, intervenendo alla presentazione dei risultati di una sperimentazione sulle competenze generali dei laureandi realizzata dall'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha detto che "il rendimento della laurea per i lavoratori dipendenti italiani, rispetto a chi ha solo un diploma, è stato di poco più del 30%: 15 punti percentuali in meno rispetto agli altri maggiori paesi europei".
Visco, che ha ricordato che "il capitale umano riveste un ruolo cruciale nello sviluppo di una società", ha poi criticato la scarsa conoscenza degli italiani delle lingue straniere. Una conoscenza giudicata "minima", che rappresenta un "difetto fondamentale da colmare" se si vuole tenere il passo in un'economia sempre più competitiva e globalizzata.
Il governatore della Banca d'Italia ha spiegato che c'è una "correlazione positiva tra l'andamento della produzione di beni e servizi con l'investimento nella conoscenza" e che "anche a causa della carenza nell'investimento nel capitale umano, l'Italia ha risposto in modo insufficiente alle spinte di innovazione tecnologica e di globalizzazione dei mercati".
Visco ha aggiunto che l'Italia "ha bisogno di politiche di formazione e istruzione più adeguate" a un'economia sempre più competitiva e in rapido cambiamento.

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