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    Oscar ad effetto speciale

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    Per realizzare “Gravity” Alfonso Cuaron ha consultato un team di artisti specializzati nell’ottenere l’impossibile e la cosa gli ha reso ben 7 oscar. “Gravity” era diverso da ogni altro progetto cinematografico perché nasce da una semplice sceneggiatura. Alexis Wajsbrot della Framestore, supervisore degli effetti speciali della pellicola, è stato fra i super tecnici del successo.

    Alexis Wajsbrot, supervisore:
    “L’aspetto maggiore di “Gravity“ è che è pieno di CG, cioè immagini generate al computer. Le tute, i corpi, i caschi, ogni cosa è generata al computer e quindi la sfida era quella di mettere i volti dentro i giusti involucri in un ambiente 3D in relazione all’angolatura della telecamera”.

    Ecco per esempio come si genera una esplosione con questi procedimenti.

    Alexis Wajsbrot:
    “Potevamo anche fare una registrazione bidimensionale, nel senso che se Alfonso voleva riaggiustare una sequenza avevamo maggiore libertà, non appena si fosse reso necessario potevamo rimodellare l’animazione correggendola rispetto a quello che la telecamera proponeva. In altro modo abbiamo avuto una grande libertà nel controllo delle braccia delle gambe e di qualunque altra cosa”.

    L’intero film è quindi un capolavoro di alta tecnologia per un motivo semplice : con esclusione degli attori è stata ricreata al computer una modelizzazione che si è adattata poi alla recitazione e ai volti dei protagonisti.