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    Crisi Ucraina: interessi che valgono un negoziato

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    euronews (in Italiano)

    per euronews (in Italiano)

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    Il dispiegamento di truppe russe in Crimea, ha fatto suonare l’allarme nei corridoi dell’Unione europea.

    Riuniti in un vertice straordinario, i dirigenti del club dei 28 hanno sospeso immediatamente i negoziati per la concessione dei visti e i preparativi per il G8 di Sotchi di giugno.

    Hanno inoltre annunciato altre sanzioni se la situazione dovesse aggravarsi.

    Herman Van Rompuy, presidente dell’Unione europea:

    “Un altro passo da parte della Federazione russa che possa destabilizzare la situazione in Ucraina avrà conseguenze per le relazioni tra l’Unione europea e i suoi stati membri da un lato e e la Russia dall’altro. Situazione che coinvolgerà un’area economica molto vasta”.

    La posta in gioco per gli europei sembra meno ingente.

    Se le esportazioni europee verso la Russia rappresentano l’1% del Pil europeo, diversa la suituazione per Mosca, che vede le sue, di esportazioni, verso l’Unione pari al 15% del Pil.

    Secondo l’istituto di ricerca Oxford Economics, una guerra economica tra i due blocchi si tradurrebbe con un aumento del prezzo dell’energia in Europa, pari al 15% per il gas e al 10% per il petrolio.
    In un anno la zona euro vedrebbe l’1,5% del suo Pil andare in fumo.

    Sempre secondo l’Oxford economics, la Russia risulterebbe comunque la grande sconfitta, ci sarebbe una svalutazione del rublo accompagnata da un’ondata inflazionistica.

    Nel caso di embargo dell’80% delle vendite russe di gas e petrolio, il Pil russo si contrarebbe di circa il 10% da qui al 2015.

    È vero anche che alcuni stati membri dell’Unione hanno più da perderci che da guadagnarci da una crisi con la Russia.

    Carsten Brzeski, Ing-Bruxelles:
    ‘‘La Germania dipende in modo considerevole dal gas che arriva dalla Russia attraverso l’Ucraina. Ci sono diverse società tedesche che stanno investendo in Russia, perché la Russia rappresentava un mercato in crescita”.

    Il 31% del gas e il 35% del petrolio utilizzato in Germania è russo, in Russia si trovano 6000 aziende tedesche e 200 mila posti di lavoro in Germania sono direttamente legati ai rapporti commerciali con la Russia.

    Argomenti e interessi che spingeranno Berlino a essere più che convincente con Mosca perché Putin si sieda al tavolo dei negoziati.