La collera dei familiari, Malaysia Airlines non ci informa

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Da Pechino a Kuala Lumpur. Una cinquantina di familiari dei passeggeri del Boeing sono diretti all’ufficio passaporti,aiutati da volontari, per poter raggiungere la Malaysia. Gran parte dei passeggeri sono cinesi. C‘è chi ritiene inutile partire.

“Certo non vado a chiedere il passaporto, a che scopo? Per andare in Malaysia a fare cosa? Per fissare il mare?”, dice la madre di un passeggero cinese. “Non sono soddisfatta di Malaysia Airlines! E’ come se non esistessimo. Mio figlio ha 30 anni, è andato in Malaysia per affari. Malaysia airlines ci sta nascondendo le informazioni”.

Chi parte chiede che il volo sia pagato da Malaysia Airlines, ma la compagnia ha precisato che lo farà solo quando sarà fatta chiarezza su quanto accaduto. I familiari hanno presentato una petizione chiedendo aiuto al governo cinese e maggiori informazioni.

A Pechino come a Kuala Lumpur, infatti, Malaysia Airlines è accusata dai parenti di non aver avvisato della scomparsa del Boeing. C‘è chi dice di essersi dovuto informare su internet. La compagnia si difende affermando di aver messo a disposizione dei familiari un team di 100 persone, tra cui psicologi.

A Kuala Lumpur anche i monaci buddisti pregano per i passeggeri, tra cui 153 cinesi, 38 malesi, sette indonesiani, quattro francesi, tre statunitensi, sei australiani.

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