Iran: il cinema mette le ali

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I cineasti iraniani brillano nell’arena mondiale. Nonostante la censura, sempre presente nel Paese, l’industria cinematografica di Teheran sta conoscendo un momento di grande splendore.

A trainare il settore registi come Asghar Farhadi che nel 2012, grazie alla pellicola ‘Una Separazione’, vinse l’Oscar per il miglior film straniero, il Golden Globe e l’Orso d’Oro a Berlino. Sua anche ‘Il passato’ che tra il 2013 e il 2014 ha raccolto diverse nomination ai Cesars e il premio per la miglior attrice a Cannes.

A febbraio, come sempre da 32 anni a questa parte, si è svolto nella capitale iraniana il Fajr Film Festival. All’evento ha partecipato tutto il settore cinematografico, con produttori, giovani registi, attori
e attrici come Nikki Karimi che ha fatto parte della giuria di Cannes e che garantisce: “Questa nuova generazione sta facendo ottimi film. Sta facendo grandi passi avanti”.

Giovani appassionati di cinema arrivano a Teheran da ogni parte del Paese. Molti di loro hanno frequentato i corsi di regia cinematografica tenuti da Shahram Mokri, un giovane regista, il cui recente ‘Fish and Cat’ si è imposto nei festival di Lisbona, Dubai e Istanbul.

Soltanto nella capitale iraniana ci sono 64 istituti privati dedicati alla cinematografia. Ai quali si affiancano decine di scuole statali.

“L’Oscar vinto da Farhadi – spiega il regista Shahram Mokri – ha segnato una nuova epoca per il cinema iraniano. Perché possiamo lavorare più a contatto con il cinema mondiale, e diventare più internazionali”.

In Iran, ogni anno, vengono prodotte un centinaio di pellicole. E se molte sono messe al bando dal regime degli Ayatollah, niente può impedire che vengano acclamate sulla scena internazionale.

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