Elio e le Storie tese celebrano la bruttezza con "Il musichione". Il primo programma Tv del gruppo milanese su Raidue dal 6 marzo

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Milano (TMNews) - L'unica cosa certa è quello che non sarà: "Il musichione" primo programma Tv interamente affidato a Elio e le Storie tese, in onda da giovedì 6 marzo 2014 su Raidue, più che un format è uno s-format. Un pot-purri di musica, ospiti, gare e quizzone finale in cui nulla è certo e che, strizzando l'occhio ai grandi programmi Tv del passato, propone un tema tutto da scoprire: la bruttezza.Elio: "Ma come vi viene in mente, in un momento in cui tutti parlano di bellezza e della "Grande bellezza" di fare una trasmissione brutta"?Cesareo: "Perché la bruttezza la noti molto di più della bellezza".Faso: "Perché se tu immagini il mondo come due grani contenitori: il bello e il brutto, tutti si orientano sul bello, il brutto è vuoto ed ecco... Tac che si inseriscono Elio e le Storie tese. È una nicchia, sempre disponibile...".Rocco Tanica: "No, non la definirei una minchia Ah, scusate...".Si torna a sperimentare anche in Tv, insomma, come una volta, con l'obiettivo di divertirsi e divertire - come ha sottolineato lo stesso direttore di Raidue Angeolo Teodoli - prendendo a pretesto la musica declinata in tutte le sue sfumature."È un programma tutto originale, non ci sono format - ha spiegato Teodoli - C'è soltanto la loro creatività, la loro capacità di espressione artistica e vediamo quello che esce fuori insomma. Penso che che sia una cosa importante non partire da un programma preconfezionato ma avviare un processo di creatività che poi si sviluppa e seguirà una strada tutta sua man mano che matureranno le cose".Elio: "Esattamente, la musica italiana è bella?Cesareo: "La musica italiana è piatta".Faso: "La musica italiana è abbastanza italiana".Rocco Tanica: "Non è bello ciò che bello ma è bello ciò che... è piatto"."Il musichione", insomma, sarà uno show che rompe gli schemi per affiancare con un prodotto totalmente made in Italy la grande famiglia di format internzioanli che rendono ormai la Tv troppo uguale a se stessa.

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