Crisi ucraina: Russia, la Cina è con noi

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“È la peggiore crisi del 21esimo secolo”: così il ministro degli Esteri britannico ha definito la situazione in Ucraina. William Hague, nel corso della sua visita alle autorità di Kiev, insieme al suo omologo greco, ha reso omaggio alle vittime di Maidan.

Domani è atteso il segretario di Stato americano John Kerry.

A Bruxelles si sono riuniti in seduta straordinaria i ministri degli Esteri europei. In cima all’agenda la discussione sull’eventuale boicottaggio del G8 di Sochi e l’invio degli osservatori Osce.

“Non si ha alcun diritto di invadere altri Paesi con il presunto pretesto di proteggere i propri cittadini. In passato in Europa ci sono stati regimi spietati che hanno fatto ricorso a questa teoria, che l’Europa rifiuta in nome della pace, dell’ordine e della sicurezza”, ha detto il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt.

Giovedì si dovrebbe tenere il vertice dei capi di Stato e di governo europei per trovare una posizione comune.

“Coloro che minacciano sanzioni sono gli stessi che hanno incoraggiato le forze contrarie al dialogo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, intervenendo al Consiglio Onu sui diritti umani a Ginevra.

“Bisogna dare seguito agli impegni che sono stati sottoscritti nell’accordo del 21 febbraio (fra Yanukovich e i leader dell’opposizione)”, ha detto ancora, “A partire dalla rifoma della Costituzione, con la partecipazione di tutte le regioni ucraine, delle cui opinioni si dovrà tener conto. Quindi la riforma dovrà essere sottoposta a un referendum nazionale”.

Oggi Mosca si è affrettata a far sapere di aver incassato il sostegno della Cina, sottolineando la “larga comunanza di vedute” dei due Paesi sulla crisi ucraina.

In Europa la Polonia preme il piede sull’acceleratore per dare il via a sanzioni politiche ed economiche contro la Russia.

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