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    Lissoni dall'Hangar Bicocca alla Tate: una storia di successo

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    askanews

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    Milano (askanews) - Se in questi ultimi due anni l'Hangar Bicocca di Milano si è imposto come una delle realtà più dinamiche del panorama artistico europeo, una parte del merito è anche di Andrea Lissoni, curatore dello spazio della Pirelli dal 2012, pronto ora per una nuova avventura alla Tate Modern di Londra. Questo il suo bilancio del lavoro fatto in Hangar.
    "Abbiamo lavorato - ci ha detto Lissoni - con artisti molto giovani, abbiamo lavorato con artisti molto diversi tra di loro, quindi, di primo acchito, è una storia apparentemente disomogenea ed eclettica. Questo però è stato anche il grande valore, che più di tutto porto a casa, ossia la possibilità di essermi confrontato con artisti così diversi e tecniche e linguaggi così diversi".
    Il tutto, però, con un progetto che, nella sua natura multiforme, ha sempre avuto un'anima unitaria. "L'idea centrale - ha aggiunto il curatore - è stata quella di lavorare sull'alterazione del nostro rapporto come persone con il tempo e con la dimensione spaziale. Tutte le mostre avevano questa caratteristica".
    Tra le mostre, che hanno portato a Milano artisti come i Kabakov, Carsten Nicolai, Dieter Roth o Micol Assael, anche il vero e proprio evento rappresentato dall'installazione "On Space Time Foam" di Tomas Saraceno. "Tomas Saraceno - ha concluso Andrea Lissoni - con la sua opera che non aveva una forma fino a quando non è stata aperta, resa pubblica, ha rappresentato la magia dell'essenza dell'opera d'arte".
    Direttore Cultura di Pirelli, Antonio Calabrò, ha poi sintetizzato così il senso del lavoro di Lissoni con Hangar Bicocca: "Si fa - ci ha spiegato - un'operazione di arte contemporanea in cui c'è un elemento fondamentale, che è l'ascolto, e un secondo elemento fondamentale: la sua rappresentazione".