Venezuela: blitz della polizia contro anti-governativi, fermata fotografa italiana

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Ai rastrellamenti del governo venezuelano, i manifestanti anti-Maduro rispondono con barricate e blocchi stradali.

41 persone sono state arrestate in un quertiere di Caracas al temine di una manifestazione. Tra loro la fotografa italiana, Francesca Commissari. Lei e altri sette stranieri rischiano di l’accusa di terrorismo internazionale.

Lontano dalla capitale, i dimostranti bloccano 1500 tir carichi di generi alimentari e paralizzano i rifornimenti in metà del Paese.

“Non c‘è cibo qui, manca tutto. Qui nessuno è al sicuro in casa propria perché la polizia passa e uccide indiscriminatamente – denuncia Kevin Orozco, un giovane manifestante – Dobbiamo continuare a lottare per la libertà e il per Venezuela che è il nostro Paese”.

Almeno 17 persone sono morte in Venezuela dall’inizio delle proteste, il 12 febbraio scorso.

“L’obiettivo della protesta è quello di provocare una reazione violenta da parte delle forze di sicurezza e del popolo – sostiene il capo dello Stato Nicolas Maduro – La pazienza è al limite e rischiamo di entrare in uno stato di nevrosi collettiva, di odio collettivo, al quale si potrà rispondere solo con l’uso della forza”.

Di fronte a un’inflazione al 56% e al più alto tasso di criminalità del Sudamerica, l’opposizione rifiuta di incontrare il Presidente. Uno dei leader della protesta, il sindaco di Chacao, Leopoldo López, accusato d’incitamento alla violenza, il 18 febbraio si è consegnato alla polizia.

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