Bitcoin sotto accusa, ma negli Usa corre: pronti i bancomat

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Milano (askanews) - E' sotto la lente delle autorità finanziarie mondiali ma continua ad essere di moda. Il Bitcoin, la moneta virtuale, negli Stati Uniti è sempre più diffusa, ci sono già i bancomat dedicati. La società Lamassu li ha installati in New Mexico e Massachussets e punta al mercato di New York: in un locale dell'East Village sono operativi.
"Vi sono molti clienti che arrivano e ci chiedono di usare il Bitcoin, se lo accettiamo", spiega il gestore William Wong. Le autorità finanziarie stanno studiando uno schema di regole dedicato, il timore è che il Bitcoin sia un modo per riciclare il denaro sporco. Un senatore statunitense ha chiesto che sia messo al bando.
"E' una norma ingiusta - dice il co-fondatore di Lamassu - se tutte le banche e le istituzioni finanziarie dovessero sottostare agli stessi standard non esisterebbero". Il collasso improvviso in Giappone di Mt Gox, la principale piattaforma di scambio di Bitcoin, ha aumentato i timori della autorità.
"Mt Gox non è nata come piattaforma per grandi scambi finanziari: se le società la abbandonano si crea uno spazio dove istituzioni finanziarie più grandi e solide possono inserirsi per alzare il livello" spiega Sean SCappaticci della startup Cash2BTC, che lavora alla diffusione di massa della moneta virtuale. La Fed, la banca centrale statunitense, ha chiarito di non avere autorità di supervisione o regolamentazione perchè "non c'è intersezione tra la valuta digitale e le banche che ricadono sotto la supervisione della Federal Reserve".
(immagini Afp)

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