Malagò su doping Frullani: ingenuità assoluta, niente sconti

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Sochi (Russia) - Il bobbista William Frullani rischia da una nota di biasimo a due anni di squalifica per quello che resta il primo e unico caso di doping olimpico per l'Italia a Sochi. Inevitabile l'esclusione dell'atleta dai Giochi, ma anche il rammarico di Giovanni Malagò presidente del Coni, che ha affermato, richiamandosi alla Carta olimpica: "Ci sono impegni, diritti e doveri. Non abbiamo fatto riflessioni, ma insomma non c è da fare i giustizialisti a prescindere, e nel contempo non tener conto di questa carta dei diritti e dei doveri che tutti gli atleti giustamente devono firmare". Malagò ha tuttavia sottolineato che il tutto risulta frutto di un'eccessiva leggerezza, di una "ingenuità assoluta" da parte dell'atleta che non ha assunto un farmaco proibito, ma un integratore preso via Internet. Ribadendo poi che il sistema anti doping in Italia funziona: "I controlli Cio, Coni, eccetera, meglio di così non potrebbero funzionare. Addirittura circolano delle battute nell ambiente che dicono: il trionfo dell illogicita ma anche della stupidita . Se questo ragazzo, mi hanno detto, avesse mangiato un melone, poche ore prima, probabilmente non si sarebbero neanche accorti. Questo fa capire l'ingenuità assoluta, e soprattutto come noi non facciamo sconti".

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