Kiev: passa, sulla carta, la legge per ritorno soldati nelle caserme

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A Kiev un boato dei deputati ha salutato la votazione al parlamento ucraino. Si trattava del decreto che rende penalmente responsabili le forze dell’ordine in caso di violenze ingiustificate e chiede il cessate il fuoco e il rientro dei soldati nelle caserme. Per essere trasformato in legge il provvedimento deve però essere firmato dal presidente del parlamento che pare abbia addirittura lasciato il Paese.

“Qualunque poliziotto userà la propria arma o obbedirà a un ordine illegale dopo la conversione del decreto sarà considerato un criminale”, dice un leader dell’opposizione.

Membri del partito delle regioni, che sostiene Yanukovitch, hanno deciso di votare con l’opposizione, anche se l’entrata in vigore della legge, resta non chiara.

“I deputati del partito delle regioni presenti in aula hanno votato per il provvedimento. Adesso studiamo il modo di far passare il decreto”, dice uno di loro.

Il provvedimento sarà legge dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, con l’obiettivo dell’opposizione di incontrare il presidente per consultazioni, ma i troppi punti oscuri, e il fatto che in strada l’esercito continui ad operar, destano seri dubbi.

“Vogliamo crederci, ma siamo pronti. Eravamo, siamo e saremo pronti. Hanno votato una legge, ma continuano a sparare. Ma siamo pronti anche se dovessero attaccare”, dice un manifestante in strada.

Un vero cessate il fuoco a Kiev sembra ancora lontano

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