Kiev: la Cattedrale trasformata in ospedale "da campo"

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Un luogo inconsueto per un ospedale “da campo”. Nella Cattedrale di San Michele, a Kiev, medici e volontari assitono i feriti da quasi tre mesi. Il tempo necessario per trasformare questo luogo di culto da rifugio a punto di soccorso tutt’altro che improvvisato.

Dall’inizio della crisi, a fine novembre sarebbero passati da qui oltre un migliaio di feriti. I sacerdoti hanno convinto la polizia a lasciare libero il passaggio tra la chiesa e Maidan. Uno dei medici spiega:

-“Ci sono molti feriti. Per schegge di granata, bruciature, ferite da arma da fuoco. Noi prestiamo i primi soccorsi e mandiamo in ospedale chi ne ha bisogno”.
-“Sono volontaria, faccio le medicazioni, mi occupo della distribuzione delle medicine. Ci siamo spostati già tre volte”.

I soccorritori avevano iniziato a lavorare nella sede dei sindacati, che è stata incendiata dalla polizia. Si sono poi spostati nella sede degli ufficiali in pensione. Ascoltiamo il sacerdote della Chiesa Ortodossa ucraina:

“Ogni Chiesa è al servizio della gente di fronte a Dio. E’ una necessità aiutare le persone che lo necessitano, che sono perseguitate. Specialmente chi è perseguitato perché ricerca la verità”.

Diversi feriti sono stati trasportati martedì notte. Sabbero arrivati in Chiesa anche quattro cadaveri. La cattedrale dalla cupola dorata il mese scorso aveva suonato le campane per chiamare gli abitanti di Kiev a difendere Maidan quando la polizia cercò di sgomberare gli accampamenti.

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