Notte di sangue a Kiev. Yanukovich rifiuta dialogo ed esige ritiro manifestanti

Prova il nostro nuovo lettore
15 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Fallito il dialogo, resta lo scontro frontale. È naufragato il tentativo di trovare un accordo tra governo e opposizione in Ucraina durante la notte più difficile dall’inizio delle proteste. I leader dell’opposizione hanno incontrato il Presidente Viktor Yanukovich mentre il quartier generale dei manifestanti a Maydan brucia e il bilancio degli scontri è salito a 22 morti e centinaia di feriti.

“Yatsenyuk tenta la mediazione con il Presidente, io sono andato in Piazza Maydan per parlare con la polizia, con i manifestanti, per fermare la violenza” ha detto Vitaly Klitschko. “Ma la posizione del Presidente è che i dimostranti devono tornare a casa e sospendere la protesta”.

Mentre la piazza è letteralmente in fiamme Kiev è di fatto una città in cui vige lo stato d’emergenza. Sospesa la circolazione della metropolitana, bloccate le principali vie d’accesso alla capitale per impedire ad altri manifestanti di unirsi alla protesta. Tutto l’Ovest del Paese è in movimento: a Lvov i manifestanti si sono impossessati delle armi in una base militare. Ma anche a Odessa i dimostranti avrebbero assalito il quartier generale delle forze speciali per impedire che possano spostarsi a Kiev.

0 commenti