Reporter presi di mira nella rivolta di Kiev

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Sono una quarantina da ieri i giornalisti vittime della violenza della polizia ucraina mentre documentano la protesta di piazza. Come racconta Azad Safarov, giornalista dell’emittente ucraina Channel 5, considerata vicina all’opposizione:

“Hanno cominciato a picchiarci in testa con i manganelli, io sono stato colpito alla mano, hanno colpito il mio microfono con tanta violenza da mandarlo in pezzi. Hanno strappato la videocamera al mio collega, l’hanno spaccata e in 3 o 4 Berkut gli hanno spruzzato qualcosa in faccia. Avevo il mio tesserino da giornalista che mi hanno strappato, ho urlato che ero un giornalista, avevo un casco con il nome dell’emittente avevo un microfono in mano, cos’altro dovevo avere per essere riconosciuto come giornalista?”.

Si tratta della sola testimonianza relativa a questo episodio violento. Nel dicembre scorso anche uno dei nostri cameraman è stato vittima della violenza dei Berkut, la polizia antissommosa ucraina. Anche lui non è riuscito a salvarsi nonostante vestisse il classico gilet che caratterizza i giornalisti al lavoro in contesti a rischio.

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