Renzi licenzia Letta: è crisi di governo, domani premier al Colle

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Roma, (askanews) - Matteo Renzi ringrazia e manda a casa il governo Letta. Con un intervento di poco più di venti minuti davanti alla direzione nazionale, il segretario democratico licenzia il compagno di partito da Palazzo Chigi e si candida di fatto a guidare un nuovo esecutivo fino al 2018. Letta aveva provato a resistere presentando alla vigilia della direzione un nuovo programma per il suo esecutivo, quell'Impegno Italia, che non è servito a far recedere il sindaco di Firenze dalle sue intenzioni.
La Direzione del Pd "ringrazia Enrico Letta e rileva la necessità e l'urgenza di aprire una fase nuova con un esecutivo nuovo che si ponga un obiettivo di legislatura".
Il partito democratico ha approvato il documento del segretario con 136 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti. Un risultato atteso a Palazzo Chigi dal premier uscente, prima di annunciare le dimissioni e la salita al Colle da Napolitano dopo averci dormito su una notte. Del resto le parole di Renzi in Direzione non lasciavano molte alternative a Letta:
"Se l'Italia chiede un cambiamento radicale o lo esprime il Pd o non lo farà nessuno. Vi chiedo tutti insieme di uscire dalla palude".
Il segretario del Pd nel prospettare le due vie uscita alternative a quella che chiama palude - elezioni subito o apertura di una legislatura costituente - di fatto ha escluso la possibilità di andare al voto: "Non c'è la possibilità di un percorso immediato in questa direzione - ha detto - questa scelta non risolverebbe i problemi sul tappeto".

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