Toyota, fine della produzione in Australia entro il 2017

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Produrre nella terra dei canguri non conviene più e Toyota dice “sayonara” al mercato automobilistico australiano.

La casa giapponese ha annunciato la chiusura degli impianti nel Paese. Ristrutturare è inutile, spiegano i vertici: gli alti costi di produzione e la forza del dollaro australiano rendono più convenienti le importazioni.

“Notizia devastante”, ha commentato il governo del premier Tony Abbott, accusato dai sindacati di non aver fatto nulla per trattenere Toyota.

“Il nostro personale è rimasto unito come una vera squadra, e con il supporto dei fornitori e del governo abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili”, ha detto il presidente e amministratore delegato Akio Toyoda.

“Sfortunatamente, però, abbiamo dovuto prendere delle decisioni dolorose, la fine della produzione di automobili entro la fine del 2017”, aggiunge.

Dopo l’addio annunciato dalle americane General Motors e Ford, tutti i timori erano concentrati su Toyota.

In gioco, oltre ai 2.500 posti di lavoro all’interno dei suoi impianti, l’indotto costituito da un settore che, tra ricambi e altri pezzi della filiera, dà impiego a 45mila persone.

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