Ostia (Rm) - Chiuse 24 sale scommesse dei clan (08.02.14)

Pupia
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http://www.pupia.tv - Ostia (Roma) - Ventiquattro sale scommesse chiuse perché prive delle vigenti autorizzazioni richieste, altrettanti gestori denunciati e cento persone identificate. E' questo il bilancio dell'operazione Final Bet condotta dalla Polizia di Stato e dagli uomini della Guardia di Finanza di Roma.
Un'indagine nata a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di genitori e familiari, in relazione al gioco compulsivo delle scommesse sportive. Vittime minori e padri di famiglia, che dilapidavano somme ingenti a caccia di facili vincite.
Proprio partendo dal contrasto al fenomeno della ludopatia gli agenti hanno controllato tutti quei locali dove si svolgevano raccolte di scommesse sportive. In particolare, le attività di accertamento si sono concentrate sulla verifica delle concessioni governative e delle autorizzazioni di polizia nonchè sul monitoraggio dei frequentatori.
Il sospetto infatti è che in molti casi dietro queste sale scommesse si possano nascondere soggetti legati alla criminalità organizzata che, attraverso prestanome, avrebbero potuto infiltrarsi nella gestione di tali attività per riciclare denaro proveniente da illeciti guadagni.
Un passo indietro. E' importante sottolineare come la normativa vigente stabilisce che per operare lecitamente nel settore della raccolta di scommesse, le società debbano essere riconosciute dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli che emana, per le concessioni, appositi bandi di gara. I concessionari, a loro volta, possono, poi, individuare soggetti terzi o altre società che, in loro rappresentanza, svolgano attività di raccolta delle scommesse. Questi ultimi debbono necessariamente ottenere le licenze di polizia di cui all'articolo 88 del tulps.
Gli accertamenti di Final Bet hanno evidenziato che un gran numero di soggetti, fisici o giuridici, avevano intrapreso tali attività senza le prescritte autorizzazioni. E' da notare che i gestori di tali esercizi, a fronte dei rilievi mossi, sostenevano di operare in ragione di presunte norme per la libera concorrenza del diritto comunitario.
A seguito degli accertamenti svolti, 24 gestori di altrettante attività prive delle necessarie autorizzazioni sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e il questore di Roma ha disposto la loro cessazione in quanto abusive ai sensi dell'articolo 100 del tulps. Tale articolo recita: "il Questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata".
(08.02.14)

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